Occhio ai dentini! I traumi dentali nei bambini sono in aumento!
Un incidente, una caduta, un colpo durante lo sport: sono sempre più frequenti i traumi dentali nei bambini. I casi di bambini e ragazzi che si ritrovano con un dente rotto o sbalzato sono sempre di più. Un problema serio per la salute, che va ben oltre il semplice fastidio.
Secondo gli esperti, un bambino su cinque subisce un trauma dentale durante l’infanzia. E i numeri, purtroppo, tendono ad aumentare. Perché? Probabilmente questo accade perché la vita dei nostri piccoli è sempre più frenetica, fatta di intense attività sportive e giochi all’aperto. Tutto questo, se da un lato arricchisce la loro crescita, dall’altro espone i loro denti a maggiori rischi.
Possiamo comunque affermare che l’incidenza di traumi dentali nei bambini varia a seconda di diversi fattori, come ad esempio:
- Le abitudini di vita, l’accesso alle cure dentistiche e le attività ricreative, che variano variano da Paese a Paese.
- L’età dei bambini. I bambini più piccoli, infatti, in particolare quelli tra uno e tre anni, sono più soggetti a cadute e incidenti domestici, mentre gli adolescenti possono essere più facilmente coinvolti in traumi legati allo sport.
Di fatto, si può affermare che, specie per i bambini di sesso maschile, i traumi dentali rappresentano una delle patologie più frequenti in pedodonzia dopo la carie.
Negli ultimi anni, inoltre, l’aumento delle attività sportive e ricreative nei bambini ha contribuito ad un incremento dei traumi dentali.
Cosa possiamo fare, quindi, per prevenire i traumi dentali nei bambini?
La prevenzione è la nostra arma migliore per prevenire i traumi dentali.
Un dente perso o danneggiato a causa di un trauma, può avere conseguenze a lungo termine sulla salute orale e generale del bambino. Oltre al dolore e al disagio, infatti, possono insorgere infezioni, problemi di masticazione e, in casi più gravi, anche problemi di crescita e sviluppo. Prevenire i traumi dentali nei bambini è dunque un impegno che riguarda tutti noi adulti: genitori, insegnanti, pediatri, dentisti. Solo lavorando insieme possiamo garantire ai nostri figli un sorriso sano e luminoso per tutta la vita.
Insegniamo ai nostri figli l’importanza di indossare, ad esempio, il casco quando vanno in bicicletta o mentre praticano sport di contatto e cerchiamo di creare ambienti sicuri a casa e a scuola. Possiamo dire che questo è il primo step per la prevenzione dei traumi dentali dei bambini. Possiamo infatti identificare tre passaggi fondamentali:
- Creare ambienti sicuri a casa e a scuola. Se infatti gli adulti non creano condizioni di gioco di sicurezza, il trauma non può propriamente definirsi accidentale. Per ridurre il rischio di traumi dentali nei bambini, possiamo prestare attenzione, ad esempio, ad elementi come la presenza di scale, pavimenti bagnati, spigoli appuntiti, sia nell’ambiente domestico che in quello scolastico. Dobbiamo poi insegnare ai bambini a muoversi con cautela e fornire loro i giusti protettori quando praticano sport. Passeggiate in bicicletta, nei boschi, sulla spiaggia, o l’uso di pattini a rotelle, skate board e monopattini possono essere occasioni che favoriscono i traumi dentali nei bambini: una corretta educazione all’uso della prudenza e nella cautela possono essere un ottimo strumento di prevenzione primaria! Piccoli gesti che possono fare una grande differenza.
- Esiste poi un secondo livello, quello della prevenzione secondaria. La prevenzione secondaria è quella che compete al personale sanitario che interviene quando il danno si è verificato. Consiste in un’attenta valutazione clinica e un corretto trattamento del trauma dentale sulla quale il personale deve essere ben addestrato e informato.
- Infine abbiamo una prevenzione terziaria dei traumi dentali nei bambini, che è di stretta pertinenza odontoiatrica, e che ha l’obiettivo di ridurre le complicanze e di provvedere non solo al ripristino della funzione masticatoria ma anche, eventualmente, al recupero estetico.
Come gestire l’emergenza: cosa fare in caso di traumi dentali nei bambini
In caso di trauma dentale, è fondamentale agire tempestivamente e nel modo corretto. Ogni secondo conta, soprattutto se si tratta di un dente permanente.
Cosa fare immediatamente:
- Rimanere calmi, anche se sembra impossibile. La calma è fondamentale per valutare la situazione e agire in modo razionale.
- Controllare la situazione osservando attentamente la bocca del bambino. Cercare di capire se c’è sanguinamento, se il dente è rotto, spostato o se è completamente uscito dalla gengiva.
- Se possibile, recuperare il dente (se è avulso). Se il dente è uscito completamente dalla gengiva, è importante cercare di trovarlo e conservalo correttamente, possibilmente senza toccarne la radice.
- Non lavare il dente, e non avvolgerlo in un fazzoletto. La saliva presente sul dente può essere preziosa. L’ideale sarebbe conservare il dente in un contenitore con latte o soluzione fisiologica.
- Recarsi immediatamente dal dentista. Il dentista è l’unico professionista in grado di valutare la situazione e di effettuare il trattamento più appropriato. Più rapidamente si interviene, maggiori sono le possibilità di salvare il dente.
Ogni trauma dentale è diverso e richiede una valutazione personalizzata da parte del dentista.
Il tempestivo intervento del dentista, in caso di dente fratturato, gli potrebbe permettere di riattaccare il frammento o di ricostruire la parte mancante del dente.
Se il dente, invece, è stato completamente avulso, ed è stato correttamente conservato, il dentista può tentare di reimpiantarlo.
In caso di dente spostato, invece, il dentista potrebbe riposizionare il dente nella sua sede naturale.
Le cose da NON fare in caso di traumi dentali nei bambini
- Non tentare di riposizionare il dente da soli: si corre il rischio di danneggiare il dente o le gengive.
- Non pulire il dente perché la saliva presente sul dente aiuta le cellule a riattaccare.
- Non aspettare troppo tempo. Più rapidamente si interviene, maggiori sono le possibilità di salvare il dente.
Il Global Dental and Oral Trauma Day
L’importanza di prevenire o di saper gestire al meglio i traumi dentali nei bambini emerge anche dalla nascita di una giornata dedicata: il Global Dental and Oral Trauma Day. Il 21 settembre infatti è la Giornata Mondiale per la Prevenzione dei Traumi Dentali. Questa è un’iniziativa promossa dall’Associazione Internazionale di Traumatologia Dentale (IADT) e dalla Società Italiana di Traumatologia Dentale (SITD) proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di proteggere i denti, soprattutto nei più piccoli. Come spiega la presidente della SITD, Nicoletta Zerman, “Prevenire significa non solo tutelare la salute del cavo orale, ma anche il benessere globale dei bambini e degli adolescenti”. L’Università di Verona, in prima linea nella promozione di questa giornata, ha organizzato una campagna informativa per diffondere buone pratiche e consigli utili.”
Come sottolinea la professoressa Nicoletta Zerman, la prevenzione della traumatologia orale infantile non si limita infatti alla salute del cavo orale, ma ha ripercussioni positive sul benessere complessivo dei giovani. L’impegno dell’Università di Verona in questa direzione è testimoniato dalle numerose iniziative promosse, tra cui proprio la campagna informativa del 21 settembre.
Quando i traumi dentali nei bambini sono sintomo di maltrattamenti o abusi
La presidente della SITD, Nicoletta Zerman, evidenzia un altro fenomeno che potrebbe celarsi dietro ai traumi dentali nei bambini. Dietro un dente rotto o un labbro ferito, a volte può nascondersi una storia di violenza. E sebbene sia un pensiero difficile da accettare, purtroppo è una realtà per la quale si devono avere gli strumenti per accettarla e gestirla. Per questo è fondamentale che gli adulti di riferimento, ma anche un medico dentista, magari davanti a reiterati e sospetti traumi, siano vigili e pronti a intervenire. Se sospettiamo che un bambino stia subendo maltrattamenti, non deve esistere la paura di denunciare tempestivamente. I traumi dentali non sono infatti solo un problema estetico: possono essere anche il sintomo di situazioni di maltrattamento che lasciano altre ferite, forse persino più profonde, a livello psicologico nei bambini.



