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DIABETE E PARODONTITE: COME UNA MALATTIA POTENZIA L’ALTRA

Recenti studi mostrano correlazioni tra diabete parodontite. Il rischio per un soggetto diabetico è da due a tre volte maggiore.

Quando si pensa ai denti e ai problemi che riguardano la bocca, erroneamente tendiamo a considerarli come scollegati dal resto dell’organismo, come se le patologie che interessano la bocca dipendessero esclusivamente dalle condizioni relative a questa. Niente di più sbagliato!

Gli odontoiatri sono tra gli specialisti più consultati dalle persone perciò è altissimo il contributo che possono offrire nel campo della prevenzione primaria e nel trasmettere le informazioni riguardo i fattori di rischio  (quali sedentarietà, fumo, alcool e dieta squilibrata) causa delle malattie croniche (come ad es. diabete, obesità, malattie cardiovascolari) più diffuse nei paesi industrializzati.

Importante è il ruolo che gli odontoiatri svolgono non solo a tutela della salute orale ma anche dello stato generale di salute generale, riguardo la possibilità di avviare percorsi di diagnosi precoce per alcune malattie sistemiche come il diabete che colpisce il 5/6% degli italiani. Si stima che tenda ad aumentare con l’età, arrivando a rappresentare il 20% degli uomini e il 15% delle donne tra i 65 e 74 anni.

E’ perciò importante avviare una collaborazione fra parodontologo e medico diabetologo per implementare ed un percorso diagnostico che porti, in soggetti ignari della propria condizione, ad una diagnosi precoce del diabete e all’attuazione di una terapia tempestiva per prevenire e contrastare le complicanze che si associano a questa malattia.

Recenti studi mostrano forti correlazioni tra il diabete e le malattie quali gengivite  e parodontite cronica. Il rischio per un soggetto diabetico di ammalarsi di parodontite cronica è stimato essere da due a tre volte maggiore rispetto a quello di un soggetto non diabetico.

Indice dei contenuti

• Cos’è il diabete
• Cos’è la parodontite
• Relazione fra diabete e parodontite
• Cure odontoiatriche e diabete
• Cosa deve fare il paziente diabetico

Cos’è il diabete

Il diabete è una malattia metabolica cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di zuccheri (glucosio) nel sangue (si parla di “iperglicemia”  e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina.Durante il decorso della malattia, l’iperglicemia si associa a danni microvascolari su reni (nefropatia), occhi (retinopatia), sistema nervoso (neuropatia), e macrovascolari su cuore e grossi vasi, aggravando via via il quadro clinico dei soggetti colpiti e portando con se un elevato costo economico e sociale.

Esistono due tipologie di diabete:

• il diabete mellito di tipo 1, detto “diabete giovanile” ;
• il diabete mellito di tipo 2, frequentemente associato a fattori genetici (familiarità) o ambientali (obesità, sedentarietà, abitudini alimentari scorrette).
Attualmente in Italia ci sono circa 3.000.000 di pazienti con diagnosi di diabete, oltre a un numero stimato di circa 1.500.000 di pazienti trattati dal medico di medicina generale o non ancora diagnosticati.

Cos’è la parodontite

La parodontite è una malattia infettiva progressiva che va ad attaccare il PARODONTO,   ovvero il tessuto a sostengono del dente (cioè osso e gengiva). E’ causata dalla placca batterica e dal tartaro  sopra e sotto gengivale.

La placca dentaria, se non rimossa efficacemente durante le manovre d’igiene orale domiciliare, tende a maturare e ad accumularsi attorno al colletto dei denti.

Nei casi in cui la gengiva del paziente è più debole o le difese siano più basse (ad esempio per predisposizione genetica, fumo, stress  o altri fattori contingenti), questi batteri scendono in profondità e causano sanguinamento gengivale.

Si comportano come le talpe che scavano attorno alle radici degli alberi e, col tempo, ne causano l’instabilità nel terreno in cui sono ancorati finché, alla fine, l’albero dondola e occorre abbatterlo.

La parodontite è una malattia silenziosa e subdola che si manifesta con una progressiva perdita del sistema di ancoraggio dei denti, e col tempo porta alla perdita dei denti stessi.

La parodontite è una delle patologie più diffuse al mondo. Nelle popolazioni occidentali sopra i 35 anni l’incidenza è del 50% e supera il 60% negli over 65.
I casi gravi, che rischiano la perdita dentaria nel breve-medio periodo, sono il 10/15% della popolazione.

Si tratta di una malattia subdola in quanto può agire in modo silente oppure può presentarsi con sanguinamento gengivale, spontaneo o durante lo spazzolamento, recessioni delle gengive, alitosi, gonfiore o fastidio gengivale, mobilità dei denti.

La diagnosi di PARODONTITE può esser fatta grazie ad una visita da parte del dentista parodontologo mediante uno strumento che si chiama SONDA PARODONTALE, col quale andrà delicatamente a misurare dente per dente la profondità delle TASCHE o sacche che si formano attorno al colletto del dente.

Se rileva un valore inferiore o uguale a 3 mm non ci sono problemi, ma valori superiori o uguali a 4 mm di profondità, segnalano la presenza della PARODONTITE.

In questo caso provvederà ad accertamenti tramite le radiografie endorali  dente per dente, per avere migliori indicazioni sulla terapia da eseguire per bloccare la malattia.

Diabete e parodontite

Il diabete e la parodontite sono 2 patologie correlate al punto che è stata teorizzata una relazione a due vie: il diabetico ha una tendenza a sviluppare parodontite e il soggetto con parodontite ha una tendenza a sviluppare diabete. Cioè una potenzia l’altra.

La parodontite è considerata una delle complicanze più frequenti del diabete, addirittura si stima che un diabetico abbia una probabilità di ammalarsi di paradontite di 2-3 volte maggiore rispetto ad un soggetto sano.

Ciò è dovuto ad una risposta alterata all’infezione batterica da parte degli organismi del cavo orale dovuta a diversi fattori, tra cui: alterazione del microcircolo, ridotta produzione di collagene, alterato metabolismo osseo, alta proliferazione di batteri patogeni in bocca a causa dell’iperglicemia, etc.

Recenti studi in letteratura dimostrano che un controllo della malattia parodontale aiuterebbe a controllare più efficacemente il diabete, cioè i livelli di glicemia nell’arco della giornata, per questo si raccomanda di recarsi dal proprio dentista di fiducia almeno 2 volte all’anno per una visita di controllo.

Cure odontoiatriche e diabete

Il diabetologo deve informare il paziente diabetico del maggio rischio di malattia parodontale e della relazione che lega le due malattie.

La visita del cavo orale e l’investigazione sulla presenza dei sintomi tipici della parodontite dovrebbe essere parte integrante della visita del diabetologo (bocca secca, comparsa di micosi, alitosi, etc.).

A partire dai 16/17 anni di età i pazienti sospetti di parodontite devono essere indirizzati all’odontoiatra per una valutazione del caso attraverso il sondaggio parodontale. Se necessario si provvederà anche con esami radiografici a misurare il grado di distruzione del tessuto alveolare attorno ai denti affetti da parodontite.

In presenza di parodontite il paziente, anche diabetico, sarà inserito in un programma di regolari visite ravvicinate di igiene orale professionale e monitoraggio per curare e bloccare la malattia.

Nel medio lungo termine la terapia parodontale riduce il valore dell’emoglobina glicata che è uno dei valori più importanti da tenere sotto controllo da parte di un soggetto diabetico.

Se ha anche assenza parziale di elementi dentari evidenzierà l’importanza di ripristinare una corretta masticazione come base per una buona alimentazione, cardine fondamentale nella terapia del diabete mellito.

In caso di prima visita o prima di un qualsiasi trattamento odontoiatrico è indispensabile avvisare il dentista della presenza del diabete, come viene trattato e se la glicemia viene tenuta efficacemente sotto controllo oppure no.

Sarà cura dell’odontoiatra, ad esempio pianificare gli orari degli interventi, in modo da non interferire con gli orari dei pasti (per i pazienti insulino-dipendenti e scongiurare episodi di ipoglicemia).

Se si deve affrontare un intervento di chirurgia orale (es. estrazione di un dente o un impianto dentale) è importante predisporre una terapia antibiotica per minimizzare la possibilità di complicanze infettive che nei pazienti diabetici risultano essere più aggressive, stress o traumi (es. no cortisone).

Cosa deve fare il paziente diabetico?

Un soggetto diabetico dovrà prevenire le complicazioni legate al cavo orale e al diabete stesso, tenendo sotto controllo il livello di glicemia nel sangue mediante l’assunzione di farmaci e seguendo un corretto stile di vita.

Dovrà inoltre avere molta cura lo stato di salute della bocca per prevenire il più possibile l’insorgenza di malattia parodontale.
In pratica il paziente diabetico dovrà:

• eseguire quotidianamente una scrupolosa igiene orale , ovvero lavare i denti accuratamente dopo ogni pasto aiutandosi anche con dispositivi quali scovolino e filo interdentale, per eliminare eventuali residui di cibo;

• ispezionare regolarmente lo stato di salute delle proprie gengive allo specchio e, in caso di sanguinamento gengivale, pianificare un trattamento con un parodontologo;

astenersi da alcool e fumo, fattori di rischio importanti sia nel diabete, sia nella parodontite.

Per approfondimenti rimandiamo al Documento congiunto  prodotto dalla recente collaborazione della Società Italiana di Parodontologia con l’Associazione dei Medici Diabetologi AMD e la SID, Società Italiana di Diabetologia.

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