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PARODONTITE: CAUSA DI APNEA NOTTURNA E ARITMIE CARDIACHE

Recenti studi dimostrano che la parodontite, la malattia delle gengive, nei casi difficili può causare apnea notturna ed aritmie.

Ebbene sì: recenti studi dimostrano che la parodontite, la malattia delle gengive, nei casi difficili può causare apnea notturna ed aritmie.

Uno studio pubblicato sulla rivista General Dentistry ed un altro pubblicato sul Journal of the American Heart Association sollevano nuovamente l’attenzione sulla malattia parodontale, che comporta grandi rischi non solo per la nostra bocca e per i nostri denti, ma per tutto il nostro organismo.

Ma cos’è la parodontite?

Facciamo un piccolo passo indietro. La parodontite, nota anche come periodontite o come piorrea, è una malattia infettiva batterica molto pericolosa che coinvolge i tessuti responsabili di mantenere i denti saldamente ancorati nella bocca. Se inizialmente colpisce solo la gengiva alla base dei denti causando la gengivite, successivamente, se trascurata, coinvolge tessuti più profondi come il legamento parodontale e l’osso alveolare. Questi tessuti vengono danneggiati, causando una progressiva mobilità dei denti e, in alcuni casi, la loro perdita.
I sintomi della parodontite includono:

  • sanguinamento gengivale
  • gonfiore
  • mobilità dei denti
  • formazione di tasche parodontali.

La parodontite è comune in età adulta e può essere influenzata da fattori come la scarsa igiene orale, il tabagismo, il diabete e l‘assunzione di farmaci a lungo termine. In Italia si stima che circa 60% della popolazione sia colpita dalla malattia parodontale e che addirittura il 10% della popolazione manifesti forme avanzate di parodontite, che possono portare alla perdita dei denti. Questi casi più gravi sono quelli maggiormente correlati all‘apnea notturna, e quindi a difficoltà respiratorie, e a problemi cardiaci, comprese le aritmie.

Le conseguenze della parodontite a livello sistemico

La parodontite può infatti avere conseguenze sull’intero organismo, e causare:

  • infiammazione sistemica– L’infiammazione presente nelle gengive può infatti diffondersi attraverso il flusso sanguigno ed influenzare altre parti del corpo.
  • malattie cardiache – Recenti studi hanno confermato la correlazione tra parodontite e malattie cardiache. L’infiammazione cronica può infatti danneggiare le arterie e contribuire allo sviluppo di aterosclerosi. Pertanto, mantenere la salute delle gengive è importante per la salute del cuore.
  • diabete – La parodontite può influenzare il controllo glicemico nei pazienti diabetici poiché l’infiammazione gengivale può rendere più difficile gestire i livelli di zucchero nel sangue.
  • gravidanza – Le donne con parodontite in stato di gravidanza possono essere a rischio di complicazioni come parto prematuro o basso peso alla nascita.
  • polmonite – L’inalazione di batteri provenienti dalle tasche parodontali può aumentare il rischio di infezioni polmonari come la polmonite.
  • artrite– Alcuni studi suggeriscono una correlazione tra parodontite ed artrite reumatoide. L’infiammazione sistemica potrebbe inoltre contribuire allo sviluppo di malattie autoimmuni.

La parodontite come causa di apnea notturna

Se la parodontite ha una ricaduta negativa sull’intero organismo, specie nei casi più gravi e difficili da curare, scopriamo perché, nello specifico, possa essere correlata all’apnea notturna.

Cosa sono le apnee notturne?


Partiamo con il chiarire cosa sia l’apnea notturna: è un disturbo del sonno che si manifesta con interruzioni ripetute del respiro durante la notte. Durante il sonno i muscoli della gola si rilassano più del dovuto e bloccano le vie aeree. Quando questo accade, la respirazione si interrompe o si ferma del tutto, ed il corpo reagisce svegliandoci improvvisamente, con una sensazione simile al soffocamento.

Lo studio che collega la parodontite alle apnee notturne

Come anticipato, lo studio che ha evidenziato la correlazione fra i due disturbi è stato pubblicato su General Dentistry ed è stato diretto da A. Dentino della Marquette University School of Dentistry, a Buffalo.
La ricerca è stata condotta su 71 pazienti fra i 19 ed i 75 anni di cui 44 donne: sono stati inseriti in un protocollo di terapia per la parodontite e di mantenimento con sedute periodiche di igiene orale. I partecipanti allo studio sono stati dotati di uno strumento per il monitoraggio della qualità del loro sonno da utilizzare a casa: ne è emerso che, su 71 pazienti, addirittura 33 soffrivano di sospetta apnea notturna! Fra loro è emerso anche che 21 pazienti soffrivano proprio di una forma grave di parodontite, difficile da curare anche con le terapie.
Infatti, non tutti coloro che soffrono di malattia parodontale riescono a guarire completamente dalla malattia, specie se lo stile di vita non si adegua ad essa. Proseguire a fumare, portare avanti una cattiva igiene orale o non curare la propria alimentazione per risolvere l’infiammazione, ad esempio, impediscono alle terapie, specie nei casi più gravi, di essere realmente efficaci. Questo fa sì che la malattia parodontale inizi a manifestare i propri effetti negativi a livello sistemico in altri distretti dell’organismo, in questo caso compromettendo le funzioni respiratorie.

Il fattore positivo di questo studio è che, scoprendo un collegamento fra apnea notturna e parodontite, i medici dentisti possono avere a loro disposizione un’ulteriore informazione utile per diagnosticare la malattia parodontale e possono, al contempo, indirizzare questi pazienti non solo a curare la parodontite ma anche verso specialisti che possano curare il disturbo del sonno e le apnee notturne. Questo potrebbe avere una positiva ricaduta sulla salute del paziente innescando un circolo virtuoso che possa portare alla guarigione dell’intero organismo abbassando i livelli di infiammazione.

La parodontite come causa di aritmie cardiache

La parodontite, però, è un possibile fattore di rischio anche per le aritmie.

Cosa sono le aritmie cardiache?


Le aritmie cardiache sono alterazioni del normale ritmo cardiaco. Ne esistono due principali tipi: le bradicardie e le tachicardie.

  • Con le bradicardie il cuore batte lentamente, con una frequenza inferiore a 60 battiti al minuto.
  • Con le tachicardie il cuore batte velocemente, con una frequenza superiore a 100 battiti al minuto.

Le aritmie possono essere innocue o pericolose, a seconda del tipo e della gravità. Alcune persone possono non manifestare sintomi, mentre altre possono avvertire sensazioni come palpitazioni, affanno, vertigini o svenimenti.
Ormai da anni è nota la correlazione fra salute delle gengive e salute del cuore. Essendo la parodontite una condizione infiammatoria cronica, l’infiammazione presente nelle gengive può diffondersi attraverso il flusso sanguigno ed influenzare i vasi sanguigni ed il muscolo cardiaco. Questo può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Inoltre l’infiammazione gengivale può contribuire allo sviluppo di aterosclerosi, aumentando il rischio di infarto o ictus. Infine, sembra che la risposta immunitaria del corpo alla parodontite possa essere fra le cause di problemi al sistema cardiovascolare.

Lo studio che collega la parodontite alle aritmie cardiache


Ebbene, come emerso dallo studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association, curare la bocca riduce notevolmente il rischio di recidiva fibrillazione atriale. Lo studio ha condotto alla conclusione che curare la parodontite possa ridurre il rischio di recidive delle aritmie dopo interventi per curare la fibrillazione atriale (la più comune forma di aritmia cardiaca).
La fibrillazione atriale è molto pericolosa: si caratterizza con un battito cardiaco irregolare che sottopone il paziente ad alto rischio di ictus ed infarto.
La ricerca, condotta in Giappone, nell’Università di Hiroshima, ha coinvolto 288 persone tutte con parodontite. Queste sono state sottoposte ad ablazione per trattare la fibrillazione atriale e, fra loro, 97 sono state trattate contro la parodontite fino a tre mesi dopo l’intervento per la fibrillazione atriale.
Ne è emerso che i pazienti che erano stati trattati dopo l’operazione anche dal medico dentista per la parodontite presentavano, rispetto agli altri, un rischio di recidiva dell’aritmia inferiore addirittura del 61%!
Parimenti, è stato rilevato che all’aumentare della gravità della malattia gengivale, aumentava anche il rischio di recidiva delle aritmie. Questo, secondo i ricercatori, è dovuto al fatto che se il tessuto gengivale è infiammato, i batteri e le proteine immunitarie infiammatorie possono entrare più facilmente nel flusso sanguigno, impattando negativamente sulla salute del cuore.
Ma c’è di più: la ricerca ha anche valutato i livelli di proteine infiammatorie nel sangue dei partecipanti prima che si sottoponessero all’ablazione. Si è così scoperto che la concentrazione di dette proteine era maggiore tra i pazienti con grave malattia gengivale e che elevate concentrazioni di anticorpi contro i batteri della malattia gengivale erano anche collegati a una maggiore ricorrenza della fibrillazione atriale.

Se la ricerca potrà approfondire questo importante studio su campioni più grandi, si potrebbe stabilire con assoluta certezza il filo biunivoco e diretto tra parodontite e aritmie.

Ad oggi il legame fra parodontite, apnea notturna ed aritmie è confermato, così come il fatto che la prevenzione ed il trattamento tempestivo della parodontite possano aiutare a ridurre il rischio di gravi conseguenze a livello sistemico.

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