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I TUMORI DEL CAVO ORALE: E SE BASTASSE FARE PREVENZIONE?

L'importanza del dentista per la prevenzione dei tumori del cavo orale

I tumori del cavo orale sono tra le neoplasie più comuni della testa e del collo, ma spesso vengono trascurati o diagnosticati in ritardo. Emerge con chiarezza l’importanza del ruolo del dentista per la prevenzione dei tumori del cavo orale, per informare i pazienti e per indirizzarli tempestivamente verso il corretto percorso di cura.
Manca infatti una cultura della prevenzione e dell’autoesame, che potrebbero invece aiutare ad individuare precocemente i segni di una lesione maligna. E in questa lotta all’informazione e alla prevenzione proprio i medici odontoiatri possono fare molto.



Quante persone sono affette da tumori del cavo orale?


I tumori del cavo orale affliggono migliaia di persone. La AIOM – Associazione Italiana Oncologia Medica – e la AIRTUM – Associazione Italiano Registro Tumori – parlano di 9.900 nuove diagnosi l’anno per tumori della testa e collo, delle vie aeree superiori. Si tratta del 2,6% del panorama complessivo dei tumori. Ovviamente questa stima non comprende tutte quelle diagnosi errate o quei tumori non rilevati, che fanno emergere l’importanza di una diagnostica seria e tempestiva e la necessità di una seria informazione sui tumori del cavo orale.



Sintomi di tumori del cavo orale


I sintomi di un tumore al cavo orale possono essere vari e vengono spesso sottovalutati. Alcuni dei sintomi più comuni sono:

  • Ulcerazioni o lesioni persistenti alle labbra, alla lingua, alle gengive o alla mucosa interna della bocca
  • Macchie bianche, rosse o miste sulla superficie orale
  • Noduli, escrescenze o masse palpabili
  • Dolore, sanguinamento, difficoltà a masticare, deglutire o parlare
  • Perdita di denti o problemi con le protesi dentarie
  • Gonfiore al collo o ai linfonodi

La diagnosi di un tumore al cavo orale può essere difficile perché questi sintomi possono essere confusi con altre patologie meno gravi, come infezioni, infiammazioni, traumi o lesioni precancerose. Inoltre, il cavo orale è una zona molto sensibile e molte persone tendono a ritardare la visita medica per paura. Ed è qui che, invece, sta uno dei nodi della questione prevenzione: la tempestività. E’ importante sottoporsi a controlli periodici dal dentista o, in alternativa, dal medico di base, soprattutto se si appartiene a categorie a rischio, come i fumatori, i consumatori di alcol, le persone esposte al sole o al papilloma virus. Un’accurata valutazione clinica, accompagnata da esami strumentali come la biopsia, la tomografia computerizzata o la risonanza magnetica, può consentire di individuare precocemente un tumore al cavo orale e di aumentare sensibilmente le possibilità di guarigione.



Prevenzione e diagnosi tempestiva dei tumori del cavo orale


Come abbiamo appena detto, per ridurre il rischio di sviluppare un tumore del cavo orale, è importante seguire uno stile di vita sano, evitare il fumo e l’alcol, usare una protezione solare per le labbra, mantenere una buona igiene orale e sottoporsi a controlli periodici dal dentista. Inoltre, è consigliabile eseguire un autoesame della bocca almeno una volta al mese, osservando attentamente la lingua, le gengive, le guance, le labbra e il palato. In caso di dubbi o anomalie, è bene consultare il proprio medico o dentista il prima possibile. Una diagnosi precoce può fare la differenza nella cura dei tumori del cavo orale, che spesso richiedono interventi chirurgici, radioterapia e chemioterapia.
Spesso invece, purtroppo, queste neoplasie vengono diagnosticate solo in fase avanzata, allo stadio 3 e 4, con ripercussioni negative sulle possibilità di cura e sulla qualità della vita del paziente.
Sicuramente la pandemia da Covid 19 aveva posto un arresto forzato a molti screening ed alla calendarizzazione di visite periodiche che hanno sempre costituito l’unico vero strumento efficace di prevenzione. Adesso che l’emergenza epidemiologica è passata, è necessario, invece, prevenire i tumori al cavo orale con imaging radiologici, visite di controllo e autovalutazione: secondo recenti studi, anche solo 3 settimane di differenza in una diagnosi possono avere ripercussioni fondamentali nella prognosi della malattia.
Gli attori coinvolti in queto processo di prevenzione del tumore del cavo orale sono gli specialisti fra i quali il primo, che avvia la diagnosi, è proprio il medico odontoiatra, specializzato non solo nella cura dei denti, ma anche della salute del cavo orale in senso lato. Un professionista serio e preparato saprà riconoscere i primi sintomi di tumore al cavo orale indirizzando il paziente ad un ulteriore specialista, superando anche l’ostacolo che i tumori alla bocca mettono in campo: la loro lentezza. Questi tumori, infatti, generalmente non hanno un’insorgenza acuta. Hanno, semmai, un andamento progressivo che ne rende ancora più difficile la diagnosi tempestiva.



Il ruolo del medico odontoiatra nella prevenzione dei tumori del cavo orale


Il dentista è un medico che si trova da sempre a doversi confrontare con altre figure professionali. La medicina orale come settore della odontoiatria, infatti, si basa su un percorso diagnostico-gestionale, che porta a interagire con radiologi, chirurghi maxillo-facciali, plastici, otorinolaringoiatri, logopedisti, anatomopatologi.
Il medico odontoiatra, quindi, dovrebbe essere recettivo, competente e comunicativo ed estremamente coinvolto nella salute orale del paziente e non solo nella salute dentale, impianto-protesica o riabilitativa, ma con una presa in cura efficace, globale e proattiva, anche psicologica. Non dobbiamo inoltre dimenticare che il paziente di oggi è raggiunto da molte più informazioni attraverso il web, cosa che, sebbene possa sembrare maggiore fonte di informazioni, in realtà spesso lo destabilizza e lo impaurisce ulteriormente.


Cosa può fare quindi un medico odontoiatra nel processo di prevenzione e cura dei tumori del cavo orale?


Il dentista di fiducia, dovrà innanzitutto informare il paziente: metterlo a conoscenza del fatto che i problemi del cavo orale non vanno mai sottovalutati.
Per fare questo occorre, sicuramente, che ci sia un forte rapporto di fiducia fra il dentista e il paziente. La prevenzione primaria, specie se il paziente ha più di 40 anni, fuma, beve, o ha situazioni di familiarità con la malattia, è un compito a carico del medico odontoiatra che dovrà informarlo ed educarlo ad una prima autodiagnosi.
Capita spesso, infatti, che per molte lesioni al cavo orale, si tenda a minimizzare e ad aspettare che passino da sole. Le manifestazioni dei tumori al cavo orale in fase iniziale, come detto precedentemente, possono essere di vario tipo: ulcere, moduli, placche, neoformazioni, difficilmente riconducibili in maniera immediata ad una malattia tumorale. E’ per questo che l’odontoiatra deve essere preparato a riconoscere una lesione potenzialmente maligna. La lesioni del cavo orale potenzialmente maligne sono: la leucoplachia omogenea e disomogenea, la leucoplachia verrucosa proliferativa, l’eritroplachia, il lichen planus orale, le lesioni lichenoidi, il graft-versus-host disease, le lesioni palatali indotte da fumo, il lupus eritematoso orale.
Di più facile riconoscimento sono le ulcere con bordi induriti e proliferazione tissutale interna all’ulcera stessa. In questo caso, riconoscendole con più facilità, il medico odontoiatra ha maggiori possibilità di dirottare con urgenza il paziente verso ulteriori accertamenti affinché entro 15 giorni vengano biotipizzate. Ecco quindi che l’odontoiatra deve saper indirizzare, in questa fase, il paziente alla prevenzione secondaria.



Cosa fare in caso di tumore del cavo orale?

 

Per affrontare i tumori al cavo orale esiste ProntOral, una app che consente di individuare centri di II livello distribuiti in tutte le regioni d’Italia.
La app ProntOral è stata realizzata dalla Società Italiana di Patologia e Medicina Orale in collaborazione con Fondazione ANDI: il suo scopo è consentire al paziente di raggiungere rapidamente la struttura di riferimento.
In uno stadio precoce della malattia l’intervento è quasi soltanto chirurgico, per passare, man mano che lo stadio progredisce, ad un intervento chirurgico e radioterapico e/o chemioterapico. Negli stadi più avanzati il trattamento è in genere solo chemioterapico, con scarse possibilità per la sopravvivenza del paziente. Infatti c’è prova che un tumore tardivo avanzato, diagnosticato al terzo o quarto stadio, abbassi le aspettative di vita a 5 anni al 5-10%, a differenza di una malattia intercettata allo stadio 1 (cioè un tumore di al massimo 2 cm di diametro con una profondità di invasione inferiore ai 5 mm), in cui la prognosi è molto buona. Più della metà dei casi viene diagnosticati in fase localmente avanzata o già metastatica con ripercussioni anche sulla prognosi. Se, infatti, il tumore al cavo orale viene intercettato tempestivamente, prima che coinvolga i linfonodi, la sopravvivenza a 5 anni supera l’80%. Quando, invece, sono già stati coinvolti i linfonodi, la sopravvivenza si attesta al 50% scendendo al 10-20% qualora ci sia un coinvolgimento linfonodale massivo.



L’importanza della comunicazione fra dentista e paziente in caso di tumori del cavo orale


Il dentista si trova a dover prendere in carico il paziente prima sulla prevenzione e poi, qualora, ci sia il sospetto o la certezza di un tumore al cavo orale, sulle gestione della comunicazione della lesione maligna. Il compito del medico non è facile: anche a livello emotivo il paziente deve essere accompagnato. Nel percorso che si snoda fra sospetto oncologico, passaggio e presa in carico da parte del centro di II livello, fino alla successiva fase di riabilitazione, controllo, il dentista svolge un ruolo di vicinanza al paziente da non sottovalutare.

C’è da considerare, infatti, la paura che il paziente prova davanti alla diagnosi di un tumore, ed è proprio l’odontoiatra, che conosce generalmente da anni il paziente, che può essere il medico più “vicino” anche dal punto di vista psicologico. Soprattutto nel periodo che intercorre fra la diagnosi e l’esito della chirurgia, è compito di un buon dentista gestire al meglio la comunicazione.

Il paziente deve percepire l’odontoiatra come “tutor” e custode della sua salute orale. E questa è la missione di un dentista serio e preparato ogni giorno.